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Italia linguistica: gli ultimi 150 anninuovi soggetti, nuove voci, un nuovo immaginario

A cura di Elisabetta Benucci e Raffaella Setti



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Le celebrazioni dei 150 anni dall'Unità sono state un'occasione molto importante per l'Accademia della Crusca per riflettere, insieme ad altre istituzioni, sul cambiamento radicale che si è determinato in Italia a seguito dell'unificazione politica. La Crusca, che col suo Vocabolario (1612-1923) ha contribuito per lunghi secoli a dare consistenza materiale e a diffondere l'italiano sia all'interno che all'esterno dei nostri confini, si è impegnata a ripercorrere in diverse sedi, attraverso convegni e pubblicazioni, le vicende che hanno portato la lingua di un'elite, usata soprattutto nelle scritture, a diventare la lingua parlata e scritta da tutti gli italiani, amata e studiata in tutto il mondo.
Con questo terzo volume si accresce così la collana che l'Accademia ha voluto creare, insieme alla casa editrice le Lettere, per la Settimana della lingua italiana nel mondo, quest'anno dedicata appunto al tema dei 150 anni. Abbiamo scelto, tra i molti possibili, quattro argomenti che ci pareva potessero, anche simbolicamente, rappresentare la straordinaria trasformazione dell'Italia linguistica novecentesca. Come è noto, numerosi fattori hanno spinto contemporaneamente verso quella trasformazione, da quelli legati alla formazione di uno Stato politico unitario (scuola, amministrazione ed esercito) a quelli connessi all'industrializzazione e ai conseguenti spostamenti di masse di popolazione dalle campagne alle città e dal Sud al Nord del Paese, a quelli (il cui rilievo gli studi recenti fanno emergere sempre di più) che si sono sviluppati in stretto rapporto con l'emigrazione.
Il sistema dei trasporti e in particolare l'invenzione e la diffusione dell'automobile e il sistema dei mezzi di comunicazione di massa hanno inciso in modo determinante sull'evoluzione del quadro generale, collegando e "sintonizzando" la nazione. Mentre la canzone ha costruito nel tempo un tessuto identitario di notevole spessore e riconoscibilità, ben al di là dei confini del nostro Paese. Ma difficilmente si potrà sopravalutare il peso, anche linguistico, di nuovi soggetti che con crescente consapevolezza sono entrati sulla scena pubblica. Tra questi ci sono in primo piano le donne che faticosamente hanno conquistato i diritti politici e l'accesso a nuovi spazi civili e professionali. Ma fin dagli anni immediatamente successivi all'Unità si possono rilevare le tracce di un cambiamento che avrà conseguenze linguistiche rilevanti. Le donne sanno farsi valere nel mondo delle scienze, della letteratura, della ricerca pedagogica e della scuola, con evidenti e durature conseguenze sulle vicende linguistiche postunitarie. Nel 1871, significativamente, per la prima volta una donna, Caterina Franceschi Ferrucci, è ammessa a far parte dell'Accademia della Crusca.

Premessa di Nicoletta Maraschio.

Approfondimenti

Indice
(p. V)

Introduzione
di Elisabetta Benucci e Raffaella Setti

Introduzione di Lorenzo Coveri e alcune schede
(pp. 69-80 e pp. 107-108)

Parole della canzone
(pp. 120-122)


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