A 150 anni dalla morte di Niccolò Tommaseo l’Accademia della Crusca e il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux hanno organizzato un convegno in suo ricordo. Scrittore, linguista, uomo politico, Tommaseo fu a Firenze dal 1827, dove si legò a Gino Capponi, a Giovan Pietro Vieusseux, al mondo dell’«Antologia», rivista di cui fu collaboratore costante. Dopo l’esilio in Francia, iniziato nel 1833, il periodo veneziano e l’esilio a Corfù, si stabilì a Torino per tornare poi a Firenze nel 1859, dove morì nel 1874. Accademico della Crusca dal 1851, partecipò all’ultima revisione del “Vocabolario”. La giornata di studi, volta ad approfondire il pensiero e le opere di uno studioso dalla produzione vasta e poliedrica, si concretizza in questi Atti che raccolgono le riflessioni di letterati, linguisti, antropologi che spesso si sono avvalsi del ricco patrimonio di carte d’archivio presenti a Firenze. Emergono molti tratti della complessa visione di Tommaseo: dalla prospettiva mediterranea, che ritroviamo anche nella raccolta di canti popolari, alla pratica di linguista e di lessicografo, dall’esperienza delle «gite» alle collaborazioni che si trasformano in affetti.